FAQ

1 Nome per lo Studio

Sto aprendo uno Studio professionale ed intendo dargli un nome: è possibile chiamarlo indifferentemente Centro XY o Studio XY ? Inoltre devo darne comunicazione? E se si a chi?
Non esistono norme vincolanti rispetto al modo in cui nominare lo studio. La norma deontologica a cui siamo soggetti è tuttavia quella di fornire informazioni non fuorvianti, veritiere e che non ledano il decoro della professione.
Nel caso in cui si desideri esporre una targa esterna, si ritiene che restino in vigore le norme della legge 175/92 ed in particolare quindi la necessità di farne richiesta presso il Comune e pagare la relativa tassa di affissione.
Lo psicologo che inizia la sua attività libero professionale ed inaugura uno Studio è sempre tenuto all’invio di una comunicazione all’Ordine con tutti i dati relativi alla pubblicizzazione della sua attività (denominazione dello Studio, indirizzo, numero di telefono ed eventuale sito web, numero di partita IVA).

2 Titoli

Quando posso definirmi psicologo? Quando psicoterapeuta? Quando specialista in XX?
La professione di psicologo è regolamentata dalla Legge 56/89 (Ordinamento della professione di psicologo), che recita: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Il Titolo di “psicologo” è pertanto assegnato al professionista che svolge le suddette attività, laureato in Psicologia (vecchio o nuovo Ordinamento), che ha superato l’Esame di Stato per l’abilitazione alla Professione di Psicologo ed è iscritto al relativo Ordine professionale.
La laurea triennale conferisce il Titolo di “Dottore in scienze e tecniche psicologiche”, mentre la laurea specialistica o magistrale o quinquennale quello di “Dottore magistrale in psicologia”, con l’eventuale menzione dell’indirizzo specifico.
I titoli di Specializzazione o di Dottorato di Ricerca possono essere pubblicizzati senza abbreviazioni che possano indurre in equivoco e consentono l’utilizzo della qualifica di “Specialista in… (titolo della Scuola di Specializzazione universitaria)”, “Specialista in Psicoterapia” nel caso di diploma ottenuto presso un Corso di Specializzazione in Psicoterapia attivato presso un Istituto privato riconosciuto dal MIUR, “Dottore di ricerca in … (titolo del Corso di Dottorato di Ricerca)”.
Il titolo di “Psicoterapeuta” è consentito soltanto allo psicologo o al medico, laureato ed iscritto al relativo Ordine professionale, che ha frequentato e superato l’esame finale di abilitazione presso una Scuola di Psicoterapia riconosciuta dal M.I.U.R.

Per ogni ulteriore approfondimento si rimanda ad una lettura approfondita della sezione “Normative” ed in particolare:

Atto indirizzo sulla pubblicità informativa delle attività professionali degli iscritti alla sezione A e B dell’Albo

 

3 RC professionale (Responsabilità Civile professionale)

I dipendenti pubblici sono obbligati ad avere una propria copertura assicurativa? E i liberi professionisti?
Il Decreto Legge 1/2012 convertito in Legge 24 marzo 2012, n. 27 stabilisce che tutti gli psicologi debbano, al momento del primo incontro col paziente, concordare il compenso e comunicare contestualmente gli estremi della propria RC professionale. Recita infatti l’art 9, comma 4: “Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale”.
Tutti gli psicologi che esercitano attività libero professionale dunque sono obbligati, a partire dal 15 agosto 2014, a stipulare una polizza assicurativa.
Per quel che riguarda i dipendenti pubblici, generalmente qualunque ASL o AO è dotata di propria copertura RC per il proprio personale dipendente. Tuttavia, in caso di dolo o colpa riconosciuta da parte del professionista, l’azienda ha l’obbligo formale di rivalersi sul professionista: l’RC, in ogni caso, copre soltanto le attività istituzionali (svolte per conto dell’Azienda) e non l’attività privata intramoenia ed extramoenia. Per questa ragione si consiglia in ogni caso agli psicologi dipendenti Pubblici di dotarsi di una propria copertura assicurativa RC.

4 Tariffario

Come faccio a stabilire un compenso per le mie prestazioni professionali? Esiste un tariffario?
Le tariffe sono state liberalizzate dalla legge Bersani (L. 248/2006) quindi non esistono prescrizioni da parte dell’Ordine, se non il rispetto del Codice deontologico.
La tariffa per le prestazioni professionali dello psicologo è concordata tra il professionista e il committente. Non esiste un’indicazione univoca sulla tariffa da applicare, si tratta di una libera contrattazione tra le parti.
A titolo puramente indicativo e non vincolante, è possibile fare riferimento al tariffario di seguito riportato. Tariffario Nazionale

5 Fatturazione elettronica

Un committente mi ha chiesto di produrre per un lavoro svolto la fatturazione elettronica. E’ obbligatoria? Come posso fare?
La fatturazione elettronica è obbligatoria a far data dal 31 marzo 2015 se emessa nei confronti di un ente pubblico o appartenente alla pubblica amministrazione (esclusi quelli per i quali è prevista una autonomia patrimoniale) o, come nel caso degli Ordini professionali, enti di diritto pubblico non economici.

La fatturazione elettronica implica che l’emissione, trasmissione, conservazione ed archiviazione avvenga esclusivamente in forma elettronica attraverso il Sistema di Interscambio, intermediario tra la pubblica amministrazione ed il fornitore di beni e servizi. L’Ente pubblico soggetto a tali disposizioni deve comunicare ai propri fornitori il proprio Codice Univoco assegnato dall’Ipa necessario per indirizzare correttamente le fatture elettroniche.

La gestione delle varie fasi della fatturazione elettronica può essere affidata ad intermediari abilitati che provvederanno per conto del soggetto emittente alla emissione, trasmissione, conservazione ed archiviazione delle fatture.