nov 22, 2018
Psicologo a scuola, Di Gioia ascoltato in Regione: “La modifica della legge allungherebbe i tempi”

Il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia: “Ci sono ottime proposte di modifica, anche noi ne abbiamo presentate, ma bisogna evitare che si perdano altri 10 anni”

“Le modifiche proposte alla legge che prevede l’istituzione dell’Unità regionale di psicologia scolastica sono tutte valide ed esprimiamo il nostro più vivo apprezzamento nei confronti dei Consiglieri regionali che hanno firmato gli emendamenti. Ma riteniamo che la modifica della legge non sia fondamentale e che, anzi, possa rallentarne l’applicazione, attesa ormai da ben 9 anni. Per questo noi crediamo che tutte le proposte formulate in Commissione anziché modificare la legge, possano essere recepite dai regolamenti attuativi, che vanno approvati quanto prima in modo che la legge possa finalmente trovare applicazione in tempi brevi”. È quanto afferma il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, Antonio Di Gioia, che oggi è stato ascoltato dalla VI Commissione della Regione Puglia sulla proposta di modifica alla legge regionale 31, che prevede appunto l’istituzione dell’Unità regionale di psicologia scolastica.

“Anche noi abbiamo proposto qualche modifica, ma crediamo che la cosa migliore sia lasciare le cose come stanno ed intervenire sui regolamenti attuativi, per evitare che passino altri dieci anni”, prosegue Di Gioia. “Gli emendamenti, dunque, potrebbe diventare il contenuto dei regolamenti”. “La scuola ha un grande bisogno di questa legge”, prosegue il presidente degli psicologi pugliesi, “non può essere perso altro tempo. Ne hanno bisogno gli insegnanti, ne hanno bisogno le famiglie e, naturalmente, gli studenti, dai più piccoli ai più grandi. È a loro che dobbiamo pensare ed è nel loro interesse che dobbiamo velocizzare questo processo”. Di Gioia, nel corso dell’audizione, è intervenuto anche sul tema del finanziamento alla legge.

“Esiste il bando “Diritti a scuola” che intercetta i fondi europei. Potrebbe essere utilizzato per finanziare l’unità di psicologia scolastica, estendendo possibilmente la partecipazione anche ai Comuni, che possono intercettare il bisogno delle scuole del proprio territorio e alleggerirle dal gravoso compito di predisporre tutti gli atti necessari a partecipare al bando, che spesse volte rappresenta uno scoglio insormontabile da parte delle istituzioni scolastiche”. “Con un po’ di buon senso e con la collaborazione di tutti”, conclude Di Gioia, “possiamo fare qualcosa di importante per i nostri ragazzi, per le famiglie e per il personale scolastico. Auspico che il mio invito venga accolto”.

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