Contrasto all’esercizio abusivo della professione di psicologo

La Corte Suprema di Cassazione – Sesta Sezione Penale con sentenza del 28 giugno ha posto la parola fine alla vicenda giudiziaria che aveva quale imputato Moccia Vito Carlo unitamente ad altri e che ha scandagliato tutti gli aspetti del metodo ARKEON.

La Corte di Appello di Bari – III Sezione Penale in precedenza con sentenza dell’11 dicembre 2015 aveva condannato Moccia Vito Carlo per i reati di associazione a delinquere con il ruolo di promotore e per il reato di esercizio abusivo della professione di psicologo alla pena di anni due e mesi cinque di reclusione, pur dichiarando la prescrizione per i fatti – reato di esercizio abusivo della professione sino al 14 febbraio 2008.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto dal Moccia Vito Carlo e per l’effetto lo ha condannato a pagare la somma di euro 1500,00 in favore della Cassa delle Ammende ed euro 4000,00 oltre IVA e CNA, in favore dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia.

L’Ordine ha deciso di costituirsi parte civile e di seguire tutto il processo poiché ente esponenziale degli interessi dei propri iscritti e a tutela dei cittadini.

Quanto ritenuto nel suo impianto generale dall’Autorità Giudiziaria procedente e dall’Ordine degli Psicologi ha trovato, indi, conferma inequivoca nelle sentenze emesse nel corso del tempo.

L’Ordine è stato rappresentato e difeso sia innanzi alla Ecc.ma Corte di Appello di Bari sia alla Corte Suprema di Cassazione dal suo consulente legale avv. Francesco Mascoli.

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